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Siamo giunti all’ultimo incontro. Donatella Gorreta ha chiuso la sesta edizione con un’interessante riflessione riguardante “Noi” e gli altri animali

22 Apr

maxresdefaultAnche questa sesta edizione di Pensare la vita è giunta al termine. Abbiamo chiuso il corso filosofico di quest’anno riflettendo, guidati da Donatella Gorreta, sulla solidarietà considerata attraverso una nuova prospettiva, ovvero il rapporto tra l’uomo e gli altri animali, questione per nulla semplice, dibattuta nei secoli della filosofia. La relatrice è docente di ruolo di Italiano e Storia alle scuole superiori ed esperta di Kant, Simmel e Schweitzer, nonché di animalismo filosofico. L’incontro è stato moderato da Angelo Tartabini, professore di Psicologia evoluzionistica e Psicobiologia e neuroscienze cognitive presso l’Università di Parma. Durante la lezione, dall’emblematico titolo “Noi” e gli altri animali, sono stati riscoperti passi tratti da Aristotele (Politica, I, 8, 1256b):

Bisogna credere, è chiaro, che […] le piante sono fatte per gli animali e gli animali per l’uomo, quelli domestici perché ne usi e se ne nutra, quelli selvatici […] perché se ne nutra e se ne serva per gli altri bisogni, ne tragga vesti e altri arnesi. Se dunque la natura niente fa imperfetto né invano, di necessità è per l’uomo che la natura li ha fatti tutti quanti.

Albert Schweitzer, filosofo del secolo scorso:

Introdurre differenze generali di valore tra gli esseri viventi è lo stesso che giudicarli secondo che sembrino più o meno vicini a noi uomini per il nostro sentire; e questo è un criterio estremamente soggettivo. Chi di noi sa quale importanza abbia in sé e nell’universo l’altro essere vivente? A tale distinzione fa seguito l’opinione secondo cui ci sarebbe della vita senza valore che poco importa danneggiare e distruggere. Come vita senza valore si intendono poi, a seconda delle circostanze, tipi di insetti o uomini primitivi(A. Schweitzer, La mia vita e il mio pensiero, Edizioni di Comunità, Milano 1965)

Quale profondità raggiunge il limite della vita cosciente e senziente? Nessuno può dirlo. Dove finisce l’animale, dove comincia la pianta? E la pianta: non è forse in grado di sentire e percepire, sebbene non possiamo dimostrarlo? Qualunque manifestazione vitale, a partire dalla combinazione chimica di due elementi, non si apparenta forse al sentire e al percepire? Dunque dobbiamo considerare sacro ogni essere. (A. Schweitzer, Was sollen wir tun? Predigten über ethische Probleme (1919), Schneider, Heidelberg 1986, terza predica, sul comportamento verso la vita intorno a noi: animali, piante)

Horkheimer e Adorno, della scuola di Francoforte

Con l’irragionevolezza dell’animale si dimostra la dignità dell’uomo. Questa antitesi è stata predicata con tale costanza e unanimità da tutti gli antenati del pensiero borghese […], e poi attraverso il Medioevo e l’età moderna, che appartiene ormai, come poche altre idee, al fondo inalienabile dell’antropologia occidentale. Essa è ammessa anche oggi. I behavioristi se ne sono scordati solo in apparenza. Che essi applichino agli uomini le stesse formule e risultati che essi stessi, liberi da catene, ottengono, nei loro orrendi laboratori fisiologici, da animali indifesi, conferma la differenza in forma particolarmente malvagia. La conclusione che essi traggono dai corpi mutilati degli animali non si adatta all’animale in libertà, ma all’uomo odierno. Egli prova, facendo violenza all’animale, che egli, ed egli solo in tutta la creazione, funziona – liberamente e di sua propria volontà – con la stessa cieca e automatica meccanicità dei guizzi convulsi delle vittime incatenate che il tecnico utilizza ai propri scopi. Il professore alla tavola anatomica li definisce scientificamente riflessi, l’aruspice all’altare li aveva stamburati come segni dei suoi dèi. All’uomo appartiene la ragione dal decorso spietato; l’animale, da cui trae le sue illazioni sanguinose, ha solo il terrore irragionevole, l’istinto della fuga che gli è preclusa. (M. Horkheimer, T.W. Adorno, Dialettica dell’illuminismo (1944, 1969), Einaudi, Torino 1997)

copDerrida:

L’animale è lì prima di me, è lì presso di me, lì davanti a me – che lo seguo/sono dopo di lui. E dunque, essendo prima di me, eccolo dietro di me. Mi circonda. E dal momento che è lì davanti a me, può certamente farsi guardare, ma – e forse la filosofia lo dimentica, forse essa è proprio questo oblio calcolato – anche lui può guardarmi. Possiede un suo punto di vista su di me. (J. Derrida, L’animale che dunque sono, Jaca Book, Milano 2006)

Ringraziandovi per aver seguito questa sesta edizione, vi ricordiamo che nella pagine dedicati ai Filmati troverete a breve tutte le riprese degli incontri. Cliccando qui potrete scaricare la scheda dell’ultima lezione Donatella Gorreta.

Augurandoci di poterci rivedere alla settima edizione, vi invitiamo a seguire le iniziative e le pubblicazioni della nostra associazione La Ginestra, tramite il sito http://www.la-ginestra.com/

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Siamo al sesto incontro. Lunedì 30 marzo parliamo di “Etica del piacere ed etica della virtù” con Fulvia De Luise

27 Mar

felicita_h_partbSiamo giunti al sesto incontro della quinta edizione di Pensare la vita. Lunedì 30 marzo, alle ore 18 presso il cinema Astra di Parma, Fulvia De Luise terrà una lezione intitolata Etica del piacere ed etica della virtù. Moderatore sarà Marina Savi. Di seguito vi riportaimo alcuni passi tratti da tre classici della filosfi antica morale, Epicuro, Cicerone e Seneca, che aiuteranno la riflessione proposta dalla relatrice. Cliccando qui potrete scaricare la scheda lezione De Luise.
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Siamo giunti al quarto incontro. Alberto Siclari terrà una lezione su “Ragione ed emozione nella fede”

13 Mar
Vi aspettiamo lunedì 16 marzo, alle ore 18, presso il cinema Astra di Parma per il quarto incontro di Pensare la vita, edizione 2015. Nell’ambito della tematica di questa edizione, dedicata a Ragione e passione, Alberto Siclari terrà un lezione dedicata a Ragione ed emozione nella fede. Modera l’incontro Emanuela Giuffredi. Di seguito vi forniamo la scheda della lezione preparata dal relatore, con alcuni passi tratti dallApologia di Socrate di Platone. Cliccando qui potrete scaricare la scheda dell’incontro di Alberto Siclari.

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Da Diabasis ecco la raccolta delle lezioni del corso 2013 “Il senso degli opposti”. Disponibile da lunedì prossimo presso il cinema Astra e presto in libreria.

6 Mar

Il senso degli opposti

 

l senso degli opposti

Dal prossimo lunedì presso il cinema Astra sarà possibile acquistare la raccolta delle lezioni del corso 2013 di Pensare la vita, dedicato al Senso degli opposti, edito da Diabasis. Presto sarà disponibile anche in libreria e sul sito della casa editrice.

Le lezioni si sono occupate di alcune opposizioni di concetti e valori che hanno attraversato la storia del pensiero.

 

La visione del mondo di ciascun pensatore è basata su un’idea fortemente caratterizzata, che acquista risalto in quanto si definisce rispetto a idee opposte precedentemente formulate. Talora i termini in contrasto non si trovano in un rapporto di assoluta esclusione: è possibile che ciascuno possieda una sua verità e venga persino conciliato col suo contrario in una sintesi più ampia.

 

Le lezioni del corso 2013 hanno voluto esplorare il significato del contrasto o dell’equilibrio di alcune di queste coppie di concetti antitetici.

I relatori sono: Alberto Meschiari, Fedrica Montevecchi, Alberto Siclari, Paolo Costa, Ferruccio Andolfi, Paolo Cristofolini, Elena Pulcini, Italo Testa.

Presto ulteriori aggiornamenti.

Vi ricordiamo inoltre che nella pagina Filmati dell’edizione in corso, sono disponibili le riprese video delle prime due lezioni.

Oggi parte la quarta edizione: “Vite che cambiano”. Ferruccio Andolfi vi aspetta con la lezione “Gli estremi della vita: la nascita e la morte”

24 Feb

2012_05_02_2092Oggi, lunedì 23 febbraio, Ferruccio Andolfi aprirà il nuovo corso Pensare la vita dedicato alle Vite che cambiano, con la lezione Gli estremi della vita:la nascita e la morte

Vi aspettiamo alle ore 18 presso il Cinema Astra, p.le Volta 3 – Parma.  Ingresso gratuito.
Moderatore: Chiara Tortora

Cliccate qui per la scheda della lezione

Da un passo di Platone, Simposio, dal discorso di Diotima:

“La natura mortale cerca con ogni mezzo di perpetuarsi e di essere immortale. E può riuscirvi solo per questa via, mediante la riproduzione, perché lascia sempre un giovane al posto di un vecchio. (…) Se soltanto vuoi guardare la brama di gloria che è negli uomini, ti stupirai della loro follia, a meno che tu non richiami alla mente ciò che ti ho detto, considerando cioè quanto tremenda sia la brama di divenire famosi e imperitura eterna gloria acquistarsi, e come per questo siano pronti a rischiare ogni rischio. Credi tu che Alcesti sarebbe morta per Admeto o Achille avrebbe voluto seguire Patroclo nella morte, se essi non avessero pensato che così sarebbe rimasta imperitura la fama della loro virtù, che noi ora serbiamo? Certo no – continuava – ma, credo, proprio in vista della virtù immortale e di questa fama gloriosa, ognuno fa di tutto, e tanto più quanto è migliore: perché ama l’immortalità. Coloro però che sono fecondi nel corpo si volgono per lo più alle donne, e per questa via perseguono l’amore, perché pensano di procurarsi per tutto il tempo futuro l’immortalità, il ricordo e la felicità mediante la procreazione dei figli. Ma quelli che sono fecondi nell’anima… Di queste cose (il pensiero e ogni altra virtù) sono generatori tutti i poeti e quanti degli artisti sono detti inventori, ma la forma più alta e più bella del pensiero concerne la costituzione degli stati e delle case, che si chiama appunto saggezza e giustizia”.

Da Aldo Capitini, Religione aperta, Parma 1955, ristampa 2011, p. 7:

«Quando incontro una persona, e anche un semplice animale, non posso ammettere che poi quell’essere vivente se ne vada nel nulla, muoia e si spenga, prima o poi, come una fiamma. Mi vengono a dire che la realtà è fatta così, ma io non accetto. E se guardo meglio trovo anche altre ragioni per non accettare la realtà così com’è ora: perché non posso approvare che la bestia più grande divori la bestia più piccola, che dappertutto la forza, la potenza, la prepotenza prevalgano: una realtà fatta così non merita di durare. È una realtà provvisoria, insufficiente, e io mi apro a una sua trasformazione profonda, a una sua liberazione dal male nelle forme del peccato, del dolore, della morte. Questa è l’apertura religiosa fondamentale, e così alle persone, agli esseri che incontro, resto unito intimamente per sempre qualunque cosa loro accada, in una compresenza intima, di cui fanno parte anche i morti; i quali non sono né finiti né stanno a fare cose diverse da noi, ma sono uniti a noi, cooperanti, a fare il bene, i valori che facciamo, e che nessuno può vantarsi di fare da sé. Così anche chi è, per ora, sfinito, pallido, infermo, e pare che non faccia nulla di importante; anche chi è sfortunato, pazzo (per ora), è una presenza e un aiuto unito a tutti».

“I messaggi dei grandi filosofi” venerdì 7 giugno con la Gazzetta di Parma. Presentazione giovedì 6 presso la sede di Diabasis

31 Mag

I messaggi dei grandi filosofi, Diabasis 2013

in uscita con la Gazzetta di Parma

Venerdì 7 giugno uscirà con la Gazzetta di Parma il volume I messaggi dei grandi filosofi al prezzo di euro 7.80 (più il prezzo del giornale). Resterà disponibile nelle edicole per quaranta giorni. Il volume raccoglie le lezioni del secondo corso di formazione filosofica “Pensare la vita”.

Il giorno precedente, il 6 giugno alle ore 18, il libro sarà presentato nella sede dell’editore Diabasis, in vicolo del Vescovado 12. Partecipano:

Ferruccio Andolfi, direttore del corso e curatore del volume

Alberto Meschiari, relatore del corso e autore di uno dei saggi

Teresa Paciarielllo, docente di filosofia del liceo Bertolucci

Mauro Massa, presidente di Diabasis

Modera l’incontro Mara Pedrabissi, giornalista della Gazzetta.

Sarà un’occasione per avviare una riflessione sul senso dei corsi “Pensare la vita”, di cui si è conclusa la terza edizione e che ci auguriamo possano essere replicati nei prossimi anni ed essere ancora più corrispondenti alle aspettative del vasto pubblico che li frequenta al cinema Astra. Ma anche per approfondire che cosa significhi essere un “grande” filosofo nel nostro mondo che esige di cogliere la radice esistenziale anche dei più astratti problemi filosofici.

A nome dell’Associazione La ginestra, che organizza i corsi, e delle edizioni Diabasis sono lieto di invitarvi a presenziare all’evento.

 Ferruccio Andolfi

Venerdì 7 giugno con “La Gazzetta di Parma” esce la raccolta delle lezioni del 2012: “I messaggi dei grandi filosofi”

29 Mag
L’attesa è terminata.
La prossima settimana, venerdì 7 giugno, su rischiesta col quotidiano La Gazzetta di Parma, potrete trovare la raccolta delle lezioni dello scorso anno, dedicata a I messaggi dei grandi filosofi, edita da Diabasis. Il libro contiene gli interventi di:
  • Fulvia De Luise, Socrate, La coscienza inquieta
  • Ferruccio Andolfi, Kant, la felicità e il dovere
  • Alberto Siclari, Kierkegaard, la ricerca della vita autentica
  • Alberto Meschiari, Nietzsche e la morte di Dio
  • Stefano Petrucciani, Marx e i paradossi della modernità
  • Wolfgang Huemer, Wittgenstein, il filosofo dei poeti
  • Roberto Escobar, Camus, libertà e solidarietà
  • Silvia Vegetti Finzi, Freud e l’enigma del desiderio
Inoltre giovedì 6 giugno presso la sede di Diabasis, in vicolo del Vescovado 12 a Parma, si terrà la presentazione pubblica del libro.
A breve vi daremo ulteriori informazioni.
Dove si trova la sede di Diabasis:
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