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In arrivo la settima edizione con “L’arte di vivere”. Si parte lunedì 20 febbraio con Romano Màdera

15 Feb

fb-2017Siamo tornati. Il corso filosofico di base Pensare la vita è giunto alla sua settima edizione. Quest’anno vi proponiamo otto incontri che tratteranno differenti aspetti de L’arte di vivere.

Vivere non vuol dire soltanto affidarsi al ritmo biologico dell’esistenza, ma trovare di continuo le ragioni per continuare a vivere, magari anche con qualche gusto, malgrado le tante avversità che si incontrano sul proprio cammino. La cosa più naturale del mondo esige pertanto, per neutralizzare le forze negative che la contrastano, una buona dose di saggezza ovvero l’apprendimento di un’arte. I filosofi antichi ne erano convinti, sia che puntassero, come gli epicurei, sul piacere di vivere, o che raccomandassero l’accettazione del mondo, come gli stoici.  Le religioni in genere, e il cristianesimo in particolare, contengono elementi di “consolazione”, che hanno consentito  per millenni ai loro fedeli di affrontare con speranza le sfide del male e della morte. Anche con il declino delle fedi religiose permane l’esigenza, per individui animati da un “sentimento tragico della vita”, di ritrovare, nella conoscenza di sé, nell’azione e nello scambio comunitario, nuove forme di sostegno che mettano al riparo  dal male di vivere.

L’approccio sarà multidisciplinare: le lezioni saranno tenute da filosofi ed esperti di scienze umane e naturali.

Vi ricordiamo che la loro frequenza non richiede competenze specialistiche preliminari.

La prima lezione, lunedì 20 febbraio, sarà tenuta da Romano Màdera, che ci parlerà dell’Accettazione del mondo e piacere di vivere, modera Emanuela Giuffredi.

L’ingresso è libero e aperto a tutti. Tessera associativa de La Ginestra (facoltativa): 10 €.  A richiesta viene rilasciato un attestato di frequenza. Il corso è valido per l’aggiornamento degli insegnanti.

Nell’atrio del cinema i corsisti troveranno in visione o in prestito libri relativi all’incontro messi a disposizione dalla Biblioteca Civica di Parma.

Vi aspettiamo dunque alle ore 18 presso il cinema Astra, piazzale Volta3, Parma. Di seguito il programma del corso.

Da 2200 anni il pensiero critico anticipa la realtà

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Pensare la vita riparte lunedì 23 febbraio. Ferruccio Andolfi terrà la prima lezione dal titolo “Dopo il trionfo della ragione”

10 Feb

Lunedì 23 febbraio, alle ore 18, presso il cinema Astra di Parma, si aprirà la quinta edizione del corso filosofico Pensare la vita. Quest’anno il fulcro dei nostri incontri ruoterà attorno alla tematica Ragione e Passione.

La prima lezione sarà tenuta dal nostro presidente, Ferruccio Andolfi, con un intervento dal titolo Dopo il trionfo della ragione. Moderatore sarà Chiara Tortora.

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Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770, Stoccarda – 1831, Berlino)

Hegel: la ragione governa il mondo
L’unico pensiero che la filosofia della storia porta con sé è il semplice pensiero della ragione: che la ragione governi il mondo, e che quindi anche la storia universale debba essersi svolta razionalmente. […] La considerazione filosofica non ha altro intento che quello di eliminare l’accidentale. Dobbiamo cercare nella storia un fine universale, il fine ultimo del mondo, e non uno scopo particolare dello spirito soggettivo o del sentimento. […] Se ci si accosta al mondo solo con la soggettività, lo si troverà conformato a seconda della propria costituzione individuale, e di ogni cosa si presumerà di sapere e vedere come piuttosto avrebbe dovuto essere fatta, come sarebbe dovuta andare. Ma il grande contenuto della storia è razionale, e razionale dev’essere: una volontà divina domina poderosa nel mondo, e non è così impotente da non saperne determinare il gran contenuto .[…] Lo stesso pensiero [che la ragione governi il mondo] si presenta nella forma della verità religiosa, che il mondo non sia abbandonato al caso e a cause estrinseche e accidentali, ma che una provvidenza la governi. Ma questa credenza è indeterminata, fede nella provvidenza ingenerale, non si applica al tutto, al complessivo corso degli eventi del mondo. Il piano dell aprovvidenza deve restar celato ai nostri occhi, e anzi sarebbe presunzione volerlo conoscere. Anime pie scorgono in molte singole circostanze, in cui altri non vedono che l’azione del caso, disposizioni della provvidenza di Dio. Nella storia universale non possiamo fermarci a tale commercio al minuto della fede nella provvidenza, e nemmeno a quella credenza astratta  e indeterminata che si arresta all’asserzione generale di una provvidenza governante il mondo, e non vuole affrontare il concreto. È invece quest’ultimo compito che dobbiamo seriamente proporci. […] Si può sentir spesso tacciare di presunzione il desiderio di conoscere il piano della provvidenza. In ciò è da vedere il portato dell’idea che non si possa conoscere Dio. E se è la teologia stessa che è giunta a disperare così, è necessario rifugiarsi proprio nella filosofia,  quando si voglia conoscere Dio. A prima vista la storia ci mostra le azioni degli uomini, le quali procedono dai loro bisogni e passioni e interessi; e ne procedono in modo che, in questo spettacolo d’attività, solo i bisogni, le passioni, gli interessi appaiono quale moventi. […] Se consideriamo questo spettacolo delle passioni e le conseguenze della loro violenza, non possiamo concludere se non col compianto per questa universale transitorietà. 1292769426[…] Nell’ordinamento del mondo un ingrediente sono le passioni, l’altro è il momento razionale. Le passioni sono l’elemento attivo. Nulla di grande è stato compiuto nel mondo senza passione. […] Anche nel considerare la storia si può assumerela felicità come punto di vista; ma la storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote. Certo nella storia del mondo c’è anche soddisfazione; ma questa non è ciò che vien chiamata felicità, perché è soddisfazione di esigenze tali, che stanno al di sopra degli interessi particolari. Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, I, La Nuova Italia, Firenze 1961 (pp. 7-22, 66-82passim).

Feuerbach: solo ciò che è in grado di patire merita di esistere
Ludwig Feuerbach (1804, Landshut - 1872, Norimberga)

Ludwig Feuerbach (1804, Landshut – 1872, Norimberga)

Il Dio dei teologi ha tutte le passioni dell’uomo senza essere passionale, ama senza amore, s’adira senza collera. Dove non ci sono limiti, né tempo, né bisogno, non vi sono neppure qualità, né energia, né spirito, né fuoco, né amore. Solo l’essere bisognoso è l’essere necessario. Un’esistenza senza bisogni è un’esistenza superflua. Ciò che è libero da bisogni in generale, non ha neppure bisogno dell’esistenza. Che sia o non sia è tutt’uno, ed è tutt’uno tanto per sé quanto per gli altri. Un essere senza necessità è un essere senza ragion d’essere. Solo ciò che è in grado di patire merita d’esistere. L’essere più gravido di dolori, quello soltanto è l’essere divino. Un essere che non soffre è un essere privo di essere. Un essere che non soffre è un essere privo di sensibilità e di materia. Gli strumenti, o meglio gli organi essenziali della filosofia, sono la testa e il cuore: la prima è la fonte dell’attività, della libertà, dell’infinità metafisica, dell’idealismo; il secondo è la fonte della passione, della finitezza, del bisogno, del sensualismo. Volendo usare un’espressione teoretica, essi sono il pensiero e l’intuizione, perché il pensiero è il bisogno della testa, l’intuizione (o il senso) il bisogno del cuore. Il pensiero è il principio della scuola, del sistema; l’intuizione è il principio della vita. Nell’intuizione io sono determinato dall’oggetto; nel pensiero sono io che determino l’oggetto. Nel pensiero sono Io; nell’intuizione non-Io. Soltanto partendo dalla negazione del pensiero, dalla determinazione dell’oggetto, dalla passione, dalla fonte di ogni piacere e di ogni bisogno, si crea il pensiero vero e oggettivo, la vera e oggettiva filosofia. L. Fuerbach, Tesi provvisorie per una riforma della filosofia, in Id., Principi della filosofiadell’avvenire, Einaudi, Torino 1946, p. 58 s.


Cliccando qui potrete scaricare la scheda della lezione

FERRUCCIO ANDOLFI, già docente di Filosofia della storia nel Dipartimento di Filosofiadell’Università di Parma, dirige il quadrimestrale “La società degli individui” e, insieme a ItaloTesta, la collana «La ginestra» di classici dell’individualismo solidale (Diabasis). Tra le suepubblicazioni: Lavoro e libertà. Marx Marcuse Arendt (Guida, 2004), Il non uomo non è unmostro. Saggi su Stirner (Guida, 2009), Il cuore e l’animo. Saggi su Feuerbach (Diabasis, 2011).Ha edito testi di Schleiermacher, Feuerbach, Marx, Guyau, Simmel, Landauer.

 

 

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