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Siamo giunti al quarto incontro. Alberto Siclari terrà una lezione su “Ragione ed emozione nella fede”

13 Mar
Vi aspettiamo lunedì 16 marzo, alle ore 18, presso il cinema Astra di Parma per il quarto incontro di Pensare la vita, edizione 2015. Nell’ambito della tematica di questa edizione, dedicata a Ragione e passione, Alberto Siclari terrà un lezione dedicata a Ragione ed emozione nella fede. Modera l’incontro Emanuela Giuffredi. Di seguito vi forniamo la scheda della lezione preparata dal relatore, con alcuni passi tratti dallApologia di Socrate di Platone. Cliccando qui potrete scaricare la scheda dell’incontro di Alberto Siclari.

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Venerdì 7 giugno con “La Gazzetta di Parma” esce la raccolta delle lezioni del 2012: “I messaggi dei grandi filosofi”

29 Mag
L’attesa è terminata.
La prossima settimana, venerdì 7 giugno, su rischiesta col quotidiano La Gazzetta di Parma, potrete trovare la raccolta delle lezioni dello scorso anno, dedicata a I messaggi dei grandi filosofi, edita da Diabasis. Il libro contiene gli interventi di:
  • Fulvia De Luise, Socrate, La coscienza inquieta
  • Ferruccio Andolfi, Kant, la felicità e il dovere
  • Alberto Siclari, Kierkegaard, la ricerca della vita autentica
  • Alberto Meschiari, Nietzsche e la morte di Dio
  • Stefano Petrucciani, Marx e i paradossi della modernità
  • Wolfgang Huemer, Wittgenstein, il filosofo dei poeti
  • Roberto Escobar, Camus, libertà e solidarietà
  • Silvia Vegetti Finzi, Freud e l’enigma del desiderio
Inoltre giovedì 6 giugno presso la sede di Diabasis, in vicolo del Vescovado 12 a Parma, si terrà la presentazione pubblica del libro.
A breve vi daremo ulteriori informazioni.
Dove si trova la sede di Diabasis:

Si è conclusa l’edizione 2013 di “Pensare la vita” dedicata a “Il senso degli opposti”

27 Apr

Lunedì 22 aprile, con la lezione di Italo Testa dedicata a Individuo e stato in Adorno, è giunto al termine il corso di formazione filosofica Pensare la vita 2013, incentrato su Il senso degli opposti.

Ringraziamo i numerosi partecipanti, i corsisti, i relatori, i moderatori  e gli organizzatori, che hanno reso possibile il succeso di questa terza edizione.

Rinnovandovi l’invito per l’edizione del prossimo anno, vi ricordiamo che sul sito potete trovare il testo base di ogni lezione fornito dal relatore di turno, i titoli di libri consigliati in occasioni delle diverse lezioni, notizie sui relatori, e presto saranno disponibili, nella sezione filmati, le riprese di tutte le lezioni.

Inoltre, per il mese prossimo, in allegato con la Gazzetta di Parma, è prevista la distribuzione del volume che raccoglie i testi delle lezioni dell’edizione 2012, dedicata a I messaggi dei grandi filosofi.  Potete controllare i nostri aggiornamenti per conoscere la data.la_scuola_di_atene1

Nuovi filmati disponibili

16 Apr
Nella pagina dell’edizione 2013 dedicata ai filmati, sono ora disponibili le riprese della terza lezione: Alberto Siclari, Libertà e grazia in Lutero, della sesta lezione: Paolo Cristofolini, Ragione e passioni in Spinoza, e della settima: Elena Pulcini, Libertà e uguaglianza in Tocqueville. 
Per vedere i video clicca qui.
A breve saranno disponibili i filmati di tutte le lezioni.

Film

Lunedì 11 marzo parleremo di “Libertà e grazia in Lutero” con Alberto Siclari

6 Mar

lutero

Lunedì prossimo, 11 marzo, in occasione della terza lezione del corso Pensare la vita. Il senso degli opposti, il professor Alberto Siclari ci parlerà di Libertà e grazia in Lutero. Fabrizio Amerini sarà il moderatore.

Qui potete trovare la scheda completa della lezione:

Alberto Siclari – Libertà e grazia in Lutero.

Mentre nella pagina Libri consigliati troverete i titoli di alcuni testi indicati da Alberto siclari.

Nell’Elogio della follia, pubblicato per la prima volta nel 1511, il monaco agostiniano Erasmo da Rotterdam, dopo aver messo in luce come l’esistenza umana sia tutta attraversata, gravata e sorretta, da forme diverse e persino contrastanti di follia, viene a parlare della carità, “la follia di Dio”, “la follia della croce”, la follia della suprema libertà, per cui in Cristo Dio stesso, “vestite le umane spoglie, […] si è fatto anche peccato per risanarci dai peccati”. Talora si considera l’Elogio soltanto una satira gustosa, trascurando questa parte conclusiva, ma essa ne è forse la miglior chiave di lettura: al folle brancolare dell’uomo può porre riparo soltanto la follia di Dio.

Negli stessi anni, un altro monaco agostiniano, Martin Lutero, spirito certamente non meno religioso di Erasmo, si interroga tormentosamente sulla condizione umana, sulla follia dell’uomo peccatore, «che non vede se stesso e pensa di godere ottima salute», mentre è sospeso sul baratro della morte e della dannazione (Salmi penitenziali, in Scritti religiosi di Martin Lutero, a cura di Valdo Vinay, UTET, San Benigno Canavese 1978 (1967), 98). E trova la risposta ai suoi tormenti, anche lui, nella “follia di Dio”, che in Cristo si è fatto «maledizione» (Gal. 3,13) e «peccato» (2 Cor. 5,21) per la salvezza dell’uomo.

La valorizzazione della tematica paolina della grazia accomuna, dunque, e non è un caso, i due monaci. Tuttavia, sulla parte che in vista della salvezza spetta all’uomo vi è fra di loro un contrasto insanabile, che li porterà a scrivere, l’uno contro l’altro, il Libero arbitrio e il Servo arbitrio. L’uno, infatti, Erasmo, è convinto che nell’uomo vi sia sempre una traccia viva della follia del creatore: umiliata e distorta dal peccato, nell’uomo vi è sempre la capacità di aprirsi, con l’aiuto divino, all’“ineffabile influsso di quel sommo Bene che tutto trae a sé” (Elogio della follia, 46). L’altro, Lutero, sostiene che l’uomo è ineluttabilmente prigioniero del peccato, e che soltanto l’addossarsi ogni male che Dio ha compiuto in Cristo, supremo atto d’amore della libertà onnipotente, “riveste” l’uomo di fede del manto della giustizia, per cui egli è “assieme peccatore e giusto”, condannato e salvato.

Soltanto la fede e la fede sola salva. Ma la fede è grazia, è un dono dell’imperscrutabile volere eterno di Dio, che può darlo ad alcuni e non darlo ad altri. Sullo sfondo della teologia luterana si viene così a stagliare l’idea della predestinazione, nonostante essa ripugni “alla signora ragione, più comunemente chiamata ragione umana”, come Lutero si esprime (Servo arbitrio, Weimarer Ausgabe, 18, 728), e sia apparsa scandalosa allo stesso Lutero.

Quattro secoli dopo di lui, sviluppando la sua fondamentale “illuminazione”, il calvinista Karl Barth proporrà una lettura liberatoria di questa presenza incombente. La “doppia predestinazione”, alla salvezza e alla condanna, deve intendersi come elezione dell’umanità in Cristo, nel quale il “sì” di Dio sulla salvezza dell’uomo e il “no” sul suo peccato sono entrambi reali, ma il “no” è stato inchiodato e cancellato sulla croce. Noi, precisa Barth, «conosciamo in realtà soltanto un trionfo dell’inferno ed è l’abbandono di Gesù Cristo; e sappiamo che questo trionfo ha avuto luogo affinché non ce ne fossero mai più altri, affinché l’inferno non potesse più vincere nessuno. […] Gesù Cristo è il riprovato per eccellenza; in lui infatti Dio è diventato un riprovato, ed in lui ha toccato il fondo della riprovazione. […] Non conosciamo nessuno che Dio abbia veramente e definitivamente abbandonato a se stesso; non conosciamo che un solo essere abbandonato e perduto, ossia Gesù Cristo; egli è stato perduto (ma anche ritrovato) affinché nessuno, a parte lui, lo fosse» (La dottrina dell’elezione divina. Dalla Dogmatica Ecclesiastica, a cura di A. Moda, UTET, Torino 1983, pp. 947-948).

La scandalosa enormità del dono sembra riproporre l’ipotesi origeniana della redenzione universale. Un’ipotesi che molti teologi, riformati e cattolici, oggi non respingono, ma che è destinata a rimanere tale. Anzitutto perché l’uomo non può certamente arrogarsi il diritto di definire la volontà divina, e in secondo luogo perché, si è sostenuto, l’idea della redenzione universale negherebbe la libertà dell’uomo, che si vede consistere nella sua capacità di accogliere o rifiutare il dono della salvezza. Sul piano strettamente razionale, l’opposizione fra libero arbitrio e predestinazione, se anche questa è risolta nella figura dell’elezione, non sembra superabile.

Vedeva dunque bene Lutero quando, alla conclusione del suo scritto polemico contro Erasmo, che riconosceva alla volontà umana un’efficacia sia pur marginale «nelle cose concernenti la salvezza» (Servo arbitrio, 18, 614), gli dava atto di aver colto nel rapporto fra libero arbitrio e grazia «il punto cruciale della questione» che veniva ponendo. «Ti lodo e te ne do vanto, scrive: sei stato il solo a trattare il punto essenziale dell’argomento e a non avermi seccato con questioni estranee al dibattito, come il papato, il purgatorio, le indulgenze o altre simili fandonie con le quali tutti gli altri han tentato di accalappiarmi» (Servo arbitrio, 18, 786).

Alberto Siclari

Alberto Siclari

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