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Siamo al quarto incontro. Marco Ingrosso terrà una lezione dedicata a Fraternità e cura.

9 Mar

Dopo la terza lezione in cui Chiara Marchetti ci ha proposto una riflessione su Accogliere i rifugiati: tra solidarietà e responsabilità, vi aspettiamo lunedì 14 marzo per il quarto incontro. Questa volta sarà con noi il professor Marco Ingrosso che proporrà una discussione riguardante Fraternità e cura. Modera Valeria Bizzarri.

MARCO INGROSSO insegna Sociologia generale e Sociologia della Salute all’Università di Ferrara e dirige il “Laboratorio Paracelso – Studi sociali sulla Salute, la Cura e il Benessere”. Si occupa di promozione e comunicazione della salute e analisi delle professioni e dei servizi socio-sanitari. Tra le sue pubblicazioni recenti, si segnalano Il fisioterapista in Italia. Un professionista della cura riabilitativa (Aracne, 2013) e La salute per tutti. Un’indagine sulle origini della sociologia della salute in Italia (Franco Angeli, 2015).

L’appuntamento è come sempre alle ore 18 presso il cinema Astra di Parma. Cliccando qui potrete scaricare la scheda della lezione di Marco Ingrosso. Vi ricordiamo inoltre che se non siete riusciti a partecipare alle scorse lezioni cliccando nella sezione Video troverete i filmati completi delle lezioni.

Di seguito riportiamo due brani scelti dal relatore che aiuteranno la nostra riflessione inerente alla fraternità e alla cura. Si tratta di un passo del filosofo Paul Ricoeur tratto da una delle sue opere più celebri, e del testo di una nota canzone di Franco Battiato:

Paul Ricoeur (1913, Valence, Francia - 2005, Châtenay-Malabry, Francia)

Paul Ricoeur (1913, Valence, Francia
– 2005, Châtenay-Malabry, Francia)

Giustizia distributrice e giustizia riparativa, da Paul Ricoeur, Sé come un altro, Jaca Book, Milano, 2011 (ed. orig. 1993), pp. 299-300.

Come la si voglia modulare, l’uguaglianza sta alla vita nelle istituzioni come la sollecitudine sta alle relazioni interpersonali. La sollecitudine offre al sé quale faccia a faccia un altro che è un volto, nel senso forte che Emmanuel Lévinas ci ha insegnato a riconoscergli. L’uguaglianza gli offre come faccia a faccia un altro che è un ciascuno. In ciò il carattere distributivo del “ciascuno” passa dal piano grammaticale, in cui l’abbiamo incontrato fin dalla prefazione, al piano etico. In questo modo il senso della giustizia non toglie niente alla sollecitudine; esso la presuppone nella misura in cui questa ritiene le persone irrimpiazzabili. Di contro, la giustizia aggiunge qualcosa alla sollecitudine, nella misura in cui il campo di applicazione dell’uguaglianza è l’umanità intera.

La Cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,

perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te.

Franco Battiato, Manlio Sgalambro, Da: L’Imboscata – PolyGram, 1996.

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