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Siamo al sesto incontro. Lunedì 30 marzo parliamo di “Etica del piacere ed etica della virtù” con Fulvia De Luise

27 Mar

felicita_h_partbSiamo giunti al sesto incontro della quinta edizione di Pensare la vita. Lunedì 30 marzo, alle ore 18 presso il cinema Astra di Parma, Fulvia De Luise terrà una lezione intitolata Etica del piacere ed etica della virtù. Moderatore sarà Marina Savi. Di seguito vi riportaimo alcuni passi tratti da tre classici della filosfi antica morale, Epicuro, Cicerone e Seneca, che aiuteranno la riflessione proposta dalla relatrice. Cliccando qui potrete scaricare la scheda lezione De Luise.
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Corso 2014: “Vite che cambiano”. Si parte lunedì 24.

5 Feb

Pensare la vita

Vite che cambiano

 

2 4 f e b b r a i o

Gli estremi della vita: la nascita e la morte

Ferruccio Andolfi, modera Chiara Tortora

 

3 m a r z o

Politica: disillusione e prospettive di cambiamento

Italo Testa, modera Simona Bertolini

 

1 0 m a r z o

Dolore:  tra perdita e crescita

Carlo Brosio, modera Donatella Gorreta

 

1 7 m a r z o

Arte: immaginazione e mondi possibili

Roberto Escobar, modera Silvano Allasia

 

2 4 m a r z o

Etica: incertezza dei valori e invenzione morale

Alberto Siclari, modera Emanuela Giuffredi

 

3 1 m a r z o

Lavoro: io flessibile e io alienato

Francesco Totaro, modera Diego Melegari

 

7 a p r i l e

Speranza: piani di vita e infanzie tradite

Paolo Costa, Stefano Cardini, modera Marina Savi

 

1 4 a p r i l e

Amore: le virtù trasformative delle relazioni

Alberto Meschiari, modera Teresa Paciariello

 

Cinema Astra

Piazzale Volta 3, Parma

Orario delle lezioni ore 18 – Ingresso libero

Clicca qui per la locandina

SECONDO SEMINARIO ITALO-FRANCESE DI TEORIA CRITICA INDIVIDUAZIONE ED EMANCIPAZIONE: Filosofia sociale e diagnosi del presente. 14-15 ottobre

10 Ott

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Il 14 e 15 ottobre si terrà il

SECONDO SEMINARIO ITALO-FRANCESE DI TEORIA CRITICA

INDIVIDUAZIONE ED EMANCIPAZIONE: Filosofia sociale e diagnosi del presente

Aula di presidenza – Via D’Azeglio 85 – Parma (partecipazione libera)

14 ottobre
Chair: Ferruccio Andolfi (Parma)

14.15 Apertura
14. 30 Emmanuel Renault (Paris-Nanterre), Philosophie sociale et critique immanente
15. 30 Marco Solinas (Firenze), Regressioni. Per una analisi dell’impatto psicosociale del capitalismo
16.30 Pausa
17. 00 Marco Deriu (Parma), Un ostinato diniego. La violenza maschile sulle donne come quesito sociale
18. 00 Rino Genovese (Normale-Pisa), Su emancipazione e individuazione

15 ottobre
Chair: Italo Testa (Parma)
09.45 Enrico Donaggio (Torino), La passione critica degli ultimi uomini
10.45 Paolo Costa (Fbk-Trento), Che ne è della critica se un ‘altro’ mondo non è più possibile?
11.45 Pausa
12.15 Alessandro Bellan (Cà Foscari-Venezia), Nature critiche. Teoria critica e etica dell’ambiente

Patrocinio: Università degli Studi di Parma, dipartimento ALEF, area filosofia; La società degli individui

Contatti:corrado.piroddi@yahoo.it; martina.fortunati@studenti.unipr.it

L’incontro di Parma è il secondo momento di un seminario Italo-Francese di Teoria Critica avviato a Torino il 19-20 settembre 2013.

Ci rivediamo lunedì 8 aprile, con Paolo Cristofolini che ci parlerà di “Ragione e passioni” in Spinoza

28 Mar
Baruch Spinoza, Etica. Edizione critica del testo latino e traduzione italiana a cura di P. Cristofolini, Pisa, Edizioni ETS 2010

Baruch Spinoza, Etica. Ed. critica del testo latino e traduzione italiana a cura di P. Cristofolini, Pisa, Edizioni ETS 2010

Augurandovi Buona Pasqua,
vi ricordiamo che i nostri incontri riprenderanno lunedì 8 aprile.
Paolo Cristofolini terrà la lezione Ragione e passioni in Spinoza.
Moderatore: Simona Delbono.
Di seguito trovate il testo base fornito dal relatore:

SPINOZA, Etica, parte IV, Appendice

I. Tutte le nostre tensioni o desideri derivano dalla necessità della nostra natura in modo tale da essere intelligibili mediante essa sola in quanto loro prima causa, ovvero in quanto siamo una parte dellanatura che non si può concepire per sé indipendentemente dagli altri individui.

II. I desideri che derivano dalla nostra natura così da essere intelligibili mediante essa sola sono quelli che si riferiscono alla mente in quanto questa si concepisce costituita di idee adeguate; mentre tutti glialtri desideri non si riferiscono alla mente se non in quanto concepisce le cose inadeguatamente, e la cui forza si deve definire in base non alla potenza umana, ma a quella di cose che sono fuori di noi; e perciò quelle si chiamano giustamente azioni, queste invece passioni; quelle infatti rivelano sempre la nostra potenza, mentre queste rivelano al contrario la nostra impotenza e la nostra conoscenza frammentaria.

III. Le nostre azioni, cioè quei desideri che si definiscono in base alla potenza ossia alla ragione dell’uomo, sono sempre buoni, mentre gli altri possono essere tanto buoni, quanto cattivi.

IV. Nella vita è perciò utile prima di tutto condurre a perfezione, per quanto possiamo, l’intelletto ossia la ragione, e in ciò consiste la più alta felicità, o beatitudine, dell’uomo; poiché la beatitudinenon è altro che l’appagamento dell’animo originato dalla conoscenza intuitiva di Dio. Ora condurre a perfezione l’intelletto non è altro che avere intelligenza di Dio, e degli attributi e azioni di Dio. Perciò il fine ultimo dell’uomo guidato da ragione, ossia il desiderio supremo, con il quale si studia di controllare tutti gli altri, è quello da cui è portato a concepire adeguatamente se stesso e tutte le coseche possono essere colte dalla sua intelligenza.

V. Non c’è vita razionale senza intelligenza, e le cose sono buone solo nella misura in cui aiutano l’uomo a fruire della vita della mente, che è definita dall’intelligenza. Chiamiamo invece cattive solo quelle cose che impediscono all’uomo di perfezionare la sua ragione e di godere della vita razionale.

VI. Ma poiché tutte le cose di cui l’uomo è causa efficiente sono necessariamente buone, nulla di male può venire all’uomo se non da cause esterne; ovvero, in quanto è parte della natura intera, alle cui leggi la natura umana è costretta a ubbidire, ed ai cui modi infiniti si può quasi adeguare.

VII. E non è possibile che l’uomo non faccia parte della natura e non segua il suo ordine comune; ma se si troverà fra individui che si accordino con la sua natura di uomo, con ciò stesso la sua umana potenza d’agire sarà coadiuvata e favorita. Ma se invece sarà fra individui che non si accordano per nulla con la sua natura, ben difficilmente potrà accomunarsi ad essi senza una grande trasformazione di sé.

VIII. Qualunque cosa si dia in natura che giudichiamo cattiva o che riteniamo ci possa impedire di esistere e di godere della vita razionale, ci è lecito allontanarla da noi per la via che ci pare più sicura, e ci è invece lecito appropriarci e fare uso in qualunque modo di qualunque cosa si dia che giudichiamo buona, ovvero utile alla conservazione del nostro essere a al godimento della vita razionale; e in senso assoluto è lecito a ciascuno, per diritto supremo di natura, fare ciò che giudica confacente alla sua utilità.

IX. Nulla sembra accordarsi di più con la natura di una cosa, che gli altri individui della stessa specie; e perciò (per il capitolo 7) nulla si dà per l’uomo di più utile per conservare il suo essere e per usufruire della vita razionale, dell’uomo guidato dalla ragione. Inoltre, poiché nulla conosciamo tra le cose singole che più valga dell’uomo guidato dalla ragione, in nulla uno può mostrare il proprio valore d’abilità e d’ingegno, più che nell’educare gli uomini in modo tale che finalmente vivano sotto il dominio della propria ragione.

X. Gli uomini, in quanto sono trascinati l’uno contro l’altro da invidia o da qualche moto di odio, sonotra loro avversi, e di conseguenza tanto più temibili, quanto più il loro potere supera quello di tutti gli altri individui della natura.

XI. Gli animi tuttavia non si conquistano con le armi, ma con l’amore e la generosità.

XII. Agli uomini è in primo luogo utile stabilire relazioni e collegarsi tra loro con quei vincoli che più sono adatti a unirli in un solo tutto e, in senso assoluto, a fare ciò che giova a consolidare le amicizie.

XIII. Ma per questo si richiedono abilità e vigilanza. Poichè gli uomini sono mutevoli (rari sono, ineffetti, quelli che vivono secondo quel che prescrive la ragione), e tuttavia per lo più invidiosi e inclini più alla vendetta che alla misericordia. C’è dunque bisogno di una particolare forza d’animo persopportare chiunque a seconda del suo carattere, e trattenersi dall’imitare gli altrui moti dell’animo. Quelli però che son capaci di rimproverare gli uomini e di deplorare i vizi piuttosto che insegnare le virtù, e non di rinforzare, ma di fiaccare gli animi umani, sono fastidiosi a sé e agli altri; per cui molti, per troppa insofferenza e per un falso zelo religioso, preferiscono vivere tra le bestie piuttosto che tragli uomini; come dei ragazzi, o degli adolescenti, che non riescono a sopportare con animo sereno le rampogne dei genitori e scappano a fare i militari; e scelgono i disagi della guerra e il dominio tirannico piuttosto che le comodità della casa e le paternali, lasciandosi addossare qualunque fardello sia loro imposto pur di punire i genitori.

XIV. Dunque, sebbene gli uomini regolino per lo più ogni cosa secondo i loro istinti, dalla comune società con loro provengono molti più vantaggi che danni. Perciò è meglio sopportare con animo sereno le loro offese e impegnarsi in ciò che serve a conciliare la concordia e l’amicizia.

 Clicca qui per scaricare la scheda

Paolo Cristofolini ha tradotto e curato l’edizione critica del testo latino dell’Etica di Spinoza, per Edizioni ETS, Pisa, 2010; ha inoltre scritto La scienza intuitiva di Spinoza. Nuova edizione interamente riveduta, Pisa, Edizioni ETS 2009.

Qui potete trovare alcuni testi consigliati dal relatore in occassione della lezione di lunedì

Ultimi aggiornamenti: oggi parleremo di “Giustizia e compassione in Schopenhauer” con Ferruccio Andolfi

25 Mar
Arthur Schopenhauer (Danzica, 1788 – Francoforte sul Meno, 1860)

Arthur Schopenhauer (Danzica, 1788 – Francoforte sul Meno, 1860)

A causa di un’indisposizione, Paolo Cristofolini oggi non potrà essere con noi. La sua lezione su  Ragione e passioni in Spinoza è posticipata al sesto incontro, che si terrà lunedì 8 aprile.
Oggi Ferruccio Andolfi, presidente dell’assocciazione La ginestra e organizzatore del corso, ci parlerà di Giustizia e compassione in Schopenhauer, soffermandosi in particolare su alcuni passi dell’opera Il mondo come volontà e come rappresentazione.
Moderatore: Teresa Paciariello.

Qui potete scaricare il testo base della lezione

Ferruccio Andolfi vi consiglia la lettura delle seguenti opere di Arthur Schopenhauer

  • Il mondo come volontà e come rappresentazione, Biblioteca universale Rizzoli, trad. a cura di Sossio Giametta, §§ 65-67
  • Supplementi al «Mondo», vo. II, cap. 46: “Della nullità e del dolore della vita”, Laterza, Bari 1986.
  • Il fondamento della morale, §§ 14-20, Laterza, Roma-Bari 2005.
  • Parerga e paralipomeni, vol. II, cap. VIII: “Sull’etica”, Adelphi, Milano 1998.

 Inoltre oggi, presso il cinema Astra potrete trovare i seguenti testi:

  • Un numero della nostra rivista dedicato a Schopenhauer: Giustizia e compassione, La società degli individui, n. 18, 2003. Contributi di F. Andolfi, F. de Luise, G. Farinetti, M. Savi, F. Grigenti, G. Pasqualotto, A. Siclari, M. Weyemberg, P. Costa – e un racconto di Giorgio Caproni.

Ulteriori informazioni nella pagina Libri consigliati

Ferruccio Andolfi

Ferruccio Andolfi

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