Tag Archives: Meschiari

Lunedì prossimo, 14 aprile, Alberto Meschiari chiuderà l’edizione 2014 di “Pensare la vita” con la lezione “Amore: le virtù trasformative delle relazioni”

10 Apr

2012_05_02_2017Anche l’edizione 2014 del corso filosofico Pensare la vita è oramai giunta al termine. Vi ringraziamo per la vostra partecipazione e vi aspettiamo all’ottavo e ultimo incontro in compagnia di Alberto Meschiari che ci parlerà di Amore: le virtù trasformative delle relazioni. Moderatore:Teresa Paciariello. Vi ricordiamo che nella pagina Filmati potete trovare tutti i video delle lezioni precedenti.

Qui poetet scaricare la scheda della lezione di Meschiari

Vi lasciamo con una poesia scelta per voi da Alberto Meschiari, e alcune sue riflessioni:

Jacques Prévert, La canzone del carceriere

Dove vai bel carceriere
Con quella chiave macchiata di sangue
Vado a liberare la mia amata
Se sono ancora in tempo
L’avevo chiusa dentro
Teneramente crudelmente
Nella cella del mio desiderio
Nel più profondo del mio tormento
Nelle menzogne dell’avvenire
Nelle sciocchezze del giuramento
Voglio liberarla
Voglio che sia libera
E anche di dimenticarmi
E anche di lasciarmi
E anche di tornare
E di amarmi ancora
O di amare un altro
Se un giorno le va a genio
E se resto solo
E lei sarà andata via
Io serberò soltanto
Serberò tuttavia
Nel cavo delle mani
Fino alle ultime mie ore
La dolcezza dei suoi seni plasmati dall’amore.

Certo, imparare meglio ad amare o ad esprimere il nostro sentimento d’amore non risolve i problemi del mondo. E tuttavia, provare a spostare la nostra attenzione dai prodotti, dalle merci, dal consumo, alla qualità delle umane relazione, ivi compreso l’amore, sarebbe già un contributo individuale tutt’altro che insignificante a guardare il mondo da un’altra prospettiva, a costruire un mondo migliore. Perché gli oggetti, scrive García Marquez, «spingono gli esseri umani negli angoli» (L’amore ai tempi del colera).

Spiritualità significa anche questo: lavorare a modificare se stessi. E oggi questo lavoro potrebbe consistere in primo luogo nel sottrarsi, almeno parzialmente, ai continui ricatti del mercato e del modello consumistico. Il singolo ha una vita sola, e non può attendere i tempi di maturazione della società o della politica per cambiare se stesso. Deve e può avviare responsabilmente da sé un processo di autoliberazione, di autoformazione. E può farlo, cominciando col rimettere al centro della sua attenzione la persona con i suoi valori, contro la banalizzazione dell’esistenza (Remo Bodei, Immaginare altre vite). Col mettere finalmente al centro dell’attenzione il fatto scandaloso che per la maggior parte dei maschi del pianeta la donna non è ancora una persona. Anche questo significa reincanto.

 

Annunci

“I messaggi dei grandi filosofi” venerdì 7 giugno con la Gazzetta di Parma. Presentazione giovedì 6 presso la sede di Diabasis

31 Mag

I messaggi dei grandi filosofi, Diabasis 2013

in uscita con la Gazzetta di Parma

Venerdì 7 giugno uscirà con la Gazzetta di Parma il volume I messaggi dei grandi filosofi al prezzo di euro 7.80 (più il prezzo del giornale). Resterà disponibile nelle edicole per quaranta giorni. Il volume raccoglie le lezioni del secondo corso di formazione filosofica “Pensare la vita”.

Il giorno precedente, il 6 giugno alle ore 18, il libro sarà presentato nella sede dell’editore Diabasis, in vicolo del Vescovado 12. Partecipano:

Ferruccio Andolfi, direttore del corso e curatore del volume

Alberto Meschiari, relatore del corso e autore di uno dei saggi

Teresa Paciarielllo, docente di filosofia del liceo Bertolucci

Mauro Massa, presidente di Diabasis

Modera l’incontro Mara Pedrabissi, giornalista della Gazzetta.

Sarà un’occasione per avviare una riflessione sul senso dei corsi “Pensare la vita”, di cui si è conclusa la terza edizione e che ci auguriamo possano essere replicati nei prossimi anni ed essere ancora più corrispondenti alle aspettative del vasto pubblico che li frequenta al cinema Astra. Ma anche per approfondire che cosa significhi essere un “grande” filosofo nel nostro mondo che esige di cogliere la radice esistenziale anche dei più astratti problemi filosofici.

A nome dell’Associazione La ginestra, che organizza i corsi, e delle edizioni Diabasis sono lieto di invitarvi a presenziare all’evento.

 Ferruccio Andolfi

Filmato della prima lezione “Anima e corpo in Platone”

6 Mar

Vi avvisiamo che nella  pagina filmati è da oggi disponibile la ripresa integrale della prima lezione dell’edizione 2013, tenuta da Alberto Meschiari su Anima e corpo in Platone.

Vi aspettiamo al terzo incontro, che si terrà l’11 marzo. La lezione sarà tenuta da Alberto Siclari su Libertà e grazia in Lutero.

Lunedì prossimo parliamo di “Anima e corpo in Platone” con Alberto Meschiari

19 Feb

platone275

Come ci aiuta la filosofia di Platone, dopo secoli,
a pensare l’opposizione fra anima e corpo?
In anteprima, vi forniamo una traccia della lezione che Alberto Meschiari terrà lunedì 25 febbraio durante il primo incontro della nuova edizione di “Pensare la vita”:
Dal  Cratilo di Platone (400):

Indagando il significato dei nomi, a un certo punto viene in questione il termine corpo (soma).

Dice Socrate: «alcuni lo intendono come sema, “tomba dell’anima”, in quanto v’è sepolta durante la vita terrena; e perché d’altronde l’anima per mezzo del corpo semainei, significa ciò che vuol significare, esso è giustamente denominato sema nel senso di segno. Senonché io son d’avviso che il nome glielo abbiano posto Orfeo e i suoi seguaci, in quanto l’anima vi espia quei peccati che deve espiare, ed abbia quest’involucro, immagine d’un carcere, affinché si salvi; onde sia per l’anima, fino a che non abbia pagato il suo debito, appunto quello da cui prende il nome, un soma, un mezzo di salvamento».

 Dal Fedone (66 d-e; 67 d):

Dice Socrate: «se mai vogliamo conoscere qualche cosa nella sua purezza, dobbiamo separarci dal corpo e guardare le cose in sé con la sola anima. E a quanto pare, solo allora, cioè dopo la morte e non finché siamo in vita […] avremo ciò che desideriamo e di cui ci dichiariamo amanti, cioè la sapienza. […] E non è proprio questo che si chiama morte: liberazione e separazione dell’anima dal corpo? […] e l’esercizio dei filosofi è proprio questo: liberazione e separazione dell’anima dal corpo».

Forse continuiamo ancora oggi ad amare Platone perché è il filosofo che ha razionalizzato due grandi speranze: la speranza di una sopravvivenza oltre la morte, grazie all’ipotesi dell’immortalità dell’anima; e quella di una perfettibilità della convivenza umana sulla terra e dell’affermarsi del “regno della giustizia”.

Il superamento della morale dell’eroe omerico, fondata sull’esercizio della forza, seguì in Grecia due strade che nel V secolo si intersecarono nella figura di Socrate: per un verso la politicizzazione del problema morale con la fondazione della polis e l’elaborazione del pensiero della legge; per un altro l’interiorizzazione del problema morale attraverso il recupero dalla tradizione orfico-pitagorica del pensiero dell’anima e la sua rielaborazione ad opera di Platone. È in questo contesto che anima e corpo vengono via via perfezionando il loro significato e la loro interazione.

Convinto che nessuno che conosca il bene, opererà il male, Socrate oppone l’idea di un’anima pura al corpo come punizione. Questa, agli occhi di Platone, è la debolezza della sua etica. Socrate non coglie la lezione della tragedia greca, che mette in scena il conflitto interno all’anima stessa: passioni violente come l’odio e l’amore, che agiscono dentro di essa e non fuori nel corpo, sono sufficienti a travolgere ogni ragionevolezza. Platone cercherà la soluzione del problema su un piano politico, mettendo in relazione il conflitto interno all’anima con il conflitto interno alla polis.

Qui puoi scaricare la scheda della lezione: Alberto Meschiari – Anima e corpo in Platone

Qui puoi trovare i libri consigliati da Alberto Meschiari

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: