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Siamo al sesto incontro, in compagnia di Franco Crespi. La tematica di lunedì sarà “Solidarietà tra universalismo e particolarismo”

1 Apr

Solidarietà in questione, a cura di Franco Crespi e Sergio Moscovici, Meltemi, Roma, 2001Lunedì 4 aprile vi aspettiamo al quinti incontro di Pensare la vita. Il nostro relatore sarà Franco Crespi, professore emerito di Sociologia dell’Università degli Studi di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: Teoria dell’agire sociale (Il Mulino, 1999); Identità e riconoscimento (Laterza, 2003); Il male e la ricerca del bene (Meltemi, 2006); Contro l’aldilà (Il Mulino, 2008); Esistenza-come-realtà (Orthotes, 2013).

Insieme a lui affronteremo una riflessione sulla Solidarietà tra universalismo e particolarismo.

Qui potete scaricare la scheda della lezione: lezione Franco Crespi

Di seguito riportiamo un passo scelto per voi dal relatore per condurre l’incontro:

IL SIGNIFICATO SOCIOLOGICO DEL CONCETTO DI SOLIDARIETA’

In prima approssimazione il concetto di solidarietà, in senso sociologico, può essere definito come quell’insieme di valori e regole di riferimento sufficientemente condivise dai membri di una data società perché essi possano agire sia coordinando le loro azioni, in modo tale che esse abbiano quella prevedibilità reciproca necessaria all’ordine sociale, sia perché si possa ragionevolmente parlare dell’esperienza condivisa dai membri della società in questione, d’attività comuni e di un’effettiva corresponsabilità nei confronti di beni anch’essi comuni.

Dal punto di vista sociologico, questa accezione del concetto di solidarietà ha tra i suoi elementi costitutivi l’esistenza: a) di regole e valori condivisi; b) di beni genuinamente percepibili come comuni nei confronti dei quali i membri della società sentono un senso di corresponsabilità; c) di attività cooperative volte alla salvaguardia e allo sviluppo di quei beni; d) di spazi e luoghi sociali, nonché di istituzioni tramite le quali si possa sviluppare, trasmettere e apprendere il senso della solidarietà quale forma di “intelligenza sociale”, cioè come forma normativamente giusta e razionalmente efficace per dare soluzione ai problemi della convivenza. Questi elementi sono raggruppabili in tre dimensioni di cui la solidarietà dal punto di vista sociologico sembra vivere: la dimensione della identificazione, che esprime il bisogno di appartenenza, di riconoscimento di un “sé” da parte di un “noi”, la dimensione della responsabilità, della efficacia e della razionalità rispetto a obiettivi comuni; infine quella della reciprocità simbolica, che media normalmente i processi di identificazione.

Tre elementi che esprimono complessivamente quel surplus di “incondizionalità condizionale”, ossia quell’elemento capace di fondare l’osservanza stessa del contratto su cui si basa l’ordine sociale.

Questa prima definizione, per quanto sommaria, permette di operare una prima serie di distinzioni. La prima, e forse la più importante, ha a che fare con un’accezione del concetto di solidarietà che il senso comune mutua da grandi tradizioni religiose di pensiero sociale e politico. Mi riferisco alla concezione della solidarietà prossima a quella etica della fratellanza, centrata sul “dovere dell’aiuto fraterno a chi era in difficoltà” (Weber considerazioni intermedie. Il destino dell’Occidente, Armando 1955), inizialmente rivolta ai membri del proprio gruppo di vicinato, stirpe, famiglia, corporazione e successivamente estesa a tutti i rapporti tra i “fratelli di fede”. L’etica della fratellanza, rispondendo al semplice principio: “come tu fai a me, io lo farò a te”, presuppone rapporti di reciprocità e di interazione quasi faccia a faccia e, in ogni caso, limitati alla solidarietà inner-group, interna al gruppo, sulla base di una definizione del gruppo in termini di omogeneità religiosa. Per ragioni legate a quei processi di razionalizzazione, che lo stesso Max Weber ha magistralmente chiarito, l’etica della fratellanza è entrata nel frattempo in rotta di collisione con la Modernità, finendo per essere schiacciata. Una pallida eco di quella concezione della solidarietà è avvertibile nell’appello al volontarismo dell’azione altruistica, ai buoni sentimenti, all’aiuto disinteressato nei confronti del prossimo.

Il concetto di solidarietà in senso sociologico, come sopra definito, ha il suo presupposto nel collasso dell’accezione cristiana della solidarietà e nel collasso delle condizioni socio-culturali che la resero praticabile, nonché nella consapevolezza dell’inservibilità, dal punto di vista sociale, dell’appello al (solo) volontarismo dell’azione altruistica per fondare un ordine sociale solidale.

(Estratto dal testo di Massimo Rosati La solidarietà nelle società complesse in F. Crespi e S. Moscovici (a cura di) La solidarietà in questione, Meltemi, Roma 2001).

Siamo giunti al quinto incontro. Con Franco Riva rifletteremo su “Solidarietà e responsabilità”

16 Mar
Franco Riva, a cura di, Ripensare la solidarietà, Diabasis, Reggio Emilia 2009.

Franco Riva, a cura di, Ripensare la solidarietà, Diabasis, Reggio Emilia 2009.

Vi aspettiamo lunedì 21 marzo alla quinta lezione di Pensare la vita, durante la quale potremo riflettere assieme al relatore Franco Riva sulla Solidarietà e responsabilità; moderatore sarà Silvano Allasia.

RIVA insegna Etica sociale, Antropologia filosofica, Filosofia del dialogo all’Università Cattolica di Milano. È presenza attiva nell’attuale dibattito culturale nell’ottica dell’altro pensiero. Tra le sue pubblicazioni recenti, si segnalano Ripensare la solidarietà (Diabasis, 2009), Il bene e gli altri (Vita e Pensiero, 2012), Leggere la città. Quattro testi di Paul Ricoeur (Castelvecchi, 2013) e Filosofia del cibo (Castelvecchi, 2015).

Di seguito riportiamo alcune citazione che il professor Riva ha scelto per la lezione di lunedì prossimo. Sono aforismi di filosofi moderni e contemporanei, tratti dalla raccolta curata dal nostro relatore Ripensare la solidarietà, Diabasis, Reggio Emilia 2009. Qui potete scaricare la scheda della lezione Solidarietà e responsabilità.

Epoca della solidarietà

La nostra epoca esige oggigiorno dalle persone dei livelli di solidarietà e di benevolenza mai richiesti in precedenza. Mai in precedenza agli individui è stato chiesto di protendersi così avanti, così coerentemente, così sistematicamente, così naturalmente verso l’estraneo che è fuori dalla nostra porta.

(Charles Taylor, La modernità della religione)

La legge della solidarietà

La solidarietà tanto nel bene quanto nel male è una legge dell’umanità. A nessun uomo è dato di salvarsi o di perdersi da solo.

(Charles Renouvier, Manuel républicain de l’homme et du citoyen)

Solidarietà e destino comune

La solidarietà che fa sì che il destino dell’altro sia il nostro stesso destino.

(Herbert Marcuse, La rivoluzione culturale)

Solidarietà non è solo carità

L’autentica diaconia non consiste nel sopperire alla città nelle sue carenze: anche se certamente occorrerà occuparsi a lungo degli ospedali, curare i malati e i poveri che la società ignora o abbandona, la diaconia non si limita a queste funzioni di supplenza, ma si applica ai centri di decisione, ai punti nodali di funzionamento della città dove si incrociano i processi di integrazione e di disgregazione.

(Paul Ricoeur, Leggere la città)

Solidarietà non è relazione

Il concetto di relazione sociale non asserisce nulla in merito alla sussistenza, o meno, di una solidarietà tra gli individui che agiscono.

(Max Weber, Economia e società)

Solidarietà non è ancora responsabilità

Certamente, è possibile descrivere anche rapporti di responsabilità reciproca, come nel caso di una pericolosa impresa collettiva, ad esempio la scalata di una montagna, in cui ognuno deve poter contare sull’altro per la propria sicurezza e tutti diventano quindi reciprocamente «custodi» del loro fratello. Ma tali fenomeni di solidarietà, il rispondere gli uni degli altri nell’impresa comune e nel pericolo (ad esempio il cameratismo in guerra, di cui i soldati sanno raccontare in maniera tanto suggestiva) rientrano in un’altra dimensione dell’etica e del sentimento.

(Hans Jonas, Il principio responsabilità)

Solidarietà e malafede

L’insistenza sul buon cuore è il modo in cui la società confessa il dolore che procura.

(Max Horkheimer, Theodor W. Adorno, Dialettica dell’illuminismo)

Abusi della solidarietà

È troppo facile abusare del principio di solidarietà.

(Zygmunt Bauman, Il disagio della postmodernità)

Solidarietà e lavoro

La solidarietà umana non è un accessorio del lavoro, è invece l’essenza della sua ragione.

(Josef Tischner, Etica del lavoro)

Solidarietà della colpa

Una colpa comune ci lega, un interesse comune ci unisce, un destino comune ci attende, una responsabilità comune ci chiama.

Una solidarietà di tutto il genere umano sta sorgendo tra noi. Una colpa comune ci lega, un interesse comune ci unisce, un destino comune ci attende, una responsabilità comune ci chiama.

(Hans Jonas, Il concetto di Dio dopo Auschwitz)

Solidarietà interessate

Quando la solidarietà è invocata a proprio vantaggio, come dovere di altri verso se stessi e il proprio gruppo, o quando la solidarietà è intesa come legame corporativistico di alcuni che si uniscono per tutelare meglio il proprio interesse nei confronti di altri, e così via.

(Carlo Maria Martini, Dialogo sulla solidarietà)

Solidarietà sacrificale

Agire per spirito di sacrificio non è assumersi una parte “equa” nel mettere a disposizione un bene, il cui bilancio fra utili e costi sia positivo per tutti, bensì di fare un sacrificio, vale a dire di porsi in una condizione peggiore a vantaggio di altri.

(Michael Baurmann, Solidarietà come norma sociale e costituzionale)

Solidarietà sacrificale e premoderna

È quel carattere di disponibilità coatta al sacrificio per un sistema collettivo di autoaffermazione che traspare ogni momento nelle forme di solidarietà premoderne.

(Jurgen Habermas, Teoria della morale)

Solidarietà alla nazista

Con la formula “Tutti per uno e uno per tutti” può concordare la formula “Führer comanda, noi ti seguiamo” – come durante la mia giovinezza si leggeva sulle colonne destinate alle affissioni della Germania nazista – perché l’associazionismo nel senso tradizionalistico di solidarietà è rimasto intrecciato con il comportamento obbediente dei seguaci del Führer.

(Jurgen Habermas, Teoria della morale)

Solidarietà e ascolto

Bisogna ascoltare il grido silenzioso che proviene dalle cose stesse, quelle che dobbiamo sforzarci di risolvere per arginare i nostri poteri sul mondo, altrimenti moriremo tutti su questa terra desolata che un tempo era il creato.

(Hans Jonas, Il concetto di Dio dopo Auschwitz)

Solidarietà e individuo

Pensare a se stessi è il presupposto di un essere per gli altri.

(Ulrick Beck)

Solidarietà per l’altro in quanto altro

La solidarietà comprende la disponibilità a condividere il destino dell’altro; dell’altro non come un esemplare del gruppo al quale noi stessi apparteniamo, bensì come una persona unica e diversa da me.

(J. Cohen, A. Arato, Civil Society and Political Theory)

Solidarietà e corresponsabilità

Il principio di solidarietà è una dottrina dell’originaria corresponsabilità di ogni persona.

(Max Scheler)

Solidarietà e rivolta

Nella rivolta, l’uomo si trascende nell’altro e, da questo punto di vista, la solidarietà umana è metafisica.

(Albert Camus, L’uomo in rivolta)

Ecco pronta la sesta edizione dedicata alla solidarietà. Partiamo lunedì 22 febbraio con Ferruccio Andolfi.

20 Feb

per-sito 2016

La sesta edizione di Pensare la vita sta per iniziare.

Anche quest’anno siamo pronti ad accompagnarvi per otto incontro filosofici, che saranno dedicati alla solidarietà.

Parola che pare avere un contenuto alquanto generico, a cui ricorrono in modo inflazionato e quindi inefficace, personalità politiche o religiose a conclusione dei loro discorsi o sermoni. E tuttavia ha un’ascendenza nobile: dietro di essa si intravede la fratellanza cristiana o di altre fedi, la fraternitè dei rivoluzionari francesi, il legame associativo dei lavoratori, la coesione sociale dei primi sociologi, l’appartenenza comune al genere umano, il mondo dei diritti da allargare agli esclusi, le attività di volontariato e di cooperazione.

Scopo del corso sarà ricostruire i momenti di questa storia ed affrontare alcuni dei principali problemi che l’idea di solidarietà solleva: se essa abbia a fondamento una natura umana comune o se invece sia sempre limitata ad un certo ambito,­ quale collegamento abbia con sentimenti morali e con la sfera della giustizia sociale; se si ponga in alternativa all’individualismo moderno o sia compatibile con esso.

Apre questa edizione 2016, il nostro presidente, il professor Ferruccio Andolfi, che lunedì 22 febbraio, alle ore 18 presso il cinema Astra di Parma, terrà un incontro dal titolo Egoismo abnegazione e solidarietà, affrontando alcuni versi di Jean-Marie Guyau tratti da Solidarietà in Vers d’un philosophe, Pari 1881, pp. 35-40. Versi che potete leggere scaricando la scheda della lezione Ferruccio Andolfi_Egoismo abnegazione solidarietà. Modererà l’incontro Marina Savi.

Ricordiamo che le lezioni sono aperte a tutta la cittadinanza e non richiedono competenze specialistiche preliminari; si terranno presso il cinema Astra a Parma, in piazzale Volta 3, alle ore 18, con modalità ingresso FaidaTe􀀝􀀃􀀔􀀃 (1 euro, 2 euro, 5 euro, libera scelta in base a disponibilità e gradimento).

Ricordiamo inoltre che il corso è valido per l’aggiornamento degli insegnanti. L’evento è organizzato in convenzione con l’OASER e sono stati riconosciuti 3 crediti per ogni incontro. Per la partecipazione, di cui sarà data certificazione, insegnanti e assistenti sociali dovranno esibire la tessera di socio sostenitore de La Ginestra (20euro), che si può richiedere via mail (martina.betta@studenti.unipr.it) o prima delle lezioni.

Per informazioni contattateci via mail o chiamate:
Comune di Parma – Settore Cultura 0521.218352
Associazione La Ginestra 320.6039780

Cliccando qui potrete scaricare il depliant del corso 2016 con il programma.

locandina2016

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